martedì 17 novembre 2009

"Perché mi sono iscritto a facebook?"

Per ritrovare i miei compagni di scuola e ridimenticarmeli
Perché non ho niente da dire e vorrei condividerlo
Perché ho una relazione stabile e vorrei complicarla
Perché a casa nessuno mi ascolta
Perché mio marito ha un account su youporn
Perché ho un’anima ‘linkabile’
Perché sul web non mi sono ancora sputtanato
Per ritrovare la mia ex e dirle: “Guarda cosa ti sei persa!”
Per ritrovare il mio ex e dirgli: “Ho fatto proprio bene a perderti!”
Perché il sesso virtuale mi fa sudare meno
Perché Berlusconi mi ha rotto i coglioni
Perché la politica mi ha rotto i coglioni
Perché le 00.15 sono davvero un brutto momento della giornata
Perché mia moglie è stata triturata da un tapirulant
Perché l’ultima mia speranza sono i biscotti della fortuna
Perché se la collaborazione di massa salverà il mondo, anche io ho qualche speranza
Perché se la tecnologia ci renderà più umani, io comincio già ad avere un breve amplesso con il mio mouse
Perché sono dimagrita
Perché su facebook sembro più alto
Perché ho la memoria rimovibile
Per conoscere Billy De Vita
Perché sono un genio incompreso
Perché so ‘a cosa sto pensando’, ma non so a cosa penserò
Non so. Davvero non so perché l’ho fatto
Per ricordarmi i compleanni
Perché vengo bene in foto
Perché ad ogni ad aggiunta cresco anch’io
Per imparare ancora
Perché tutte queste applicazioni dementi cancellano le mie fiamme tristi
Perché la bellezza è ovunque, anche qui
Veramente…non ho capito la domanda





martedì 6 ottobre 2009

Brand, Innovation & Design

Cultura dell'innovazione

venerdì 2 ottobre 2009

Management2.0: Competitive Advantage through Business Model Design & Innovation

Management innovativo???

Deloitte CrowdIN: Social Media Strategy & Delivery

Il punto di vista di "Deloitte" sulle opportunità offerte dai Social Media

mercoledì 19 agosto 2009

Come si calcola il PIL della felicità

“Il calcolo del nostro Pnl tiene conto dell’inquinamento atmosferico, della pubblicità delle sigarette e delle corse in autoambulanza per soccorrere i feriti sulle strade. Mette in conto i sistemi di sicurezza che acquistiamo per proteggere le nostre case e il costo delle prigioni in cui rinchiudiamo coloro i quali riescono a penetrarvi. Integra la distruzione delle nostre foreste di sequoie e le loro sostituzione con l’urbanizzazione tentacolare e caotica. Comprende la produzione del napalm, delle armi nucleari e delle automobili blindate della polizia destinate a reprimere i disordini delle nostre città. Mette in conto […] i programmi televisivi che glorificano la violenza allo scopo di vendere i giocattoli corrispondenti ai nostri bambini.
In compenso il Pnl non tiene conto della salute dei nostri figli, della qualità della loro istruzione né dell’allegria dei loro giochi. Non misura la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni. Non pensa a valutare la qualità dei nostri dibattiti politici o l’integrità dei nostri rappresentanti. Non tiene conto del nostro coraggio, della nostra saggezza o della nostra cultura. Non dice nulla della nostra pietà o dell’attaccamento al nostro paese.
In breve, il Pnl misura tutto, tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta”.

Robert Kennedy, 18 marzo 1968

lunedì 22 giugno 2009

Valori: la creatività delle organizzazioni

La parola 'crisi' indica etimologicamente un movimento, la separazione da un modo di essere verso qualcosa di natura differente. Per le organizzazioni, quindi, un'occasione di ri-prensamento e ri-definizione non soltanto della proprio mission ma anche del sistema di produzione e di gestione della conoscenza. Un nuova visione che richiede più cuore e cervello, più atti barbarici e meno rifugio nelle consuetudini e negli scenari consolatori.


Secondo Albert Einstein: "Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

giovedì 18 giugno 2009

Zygmunt Bauman e "L'arte della vita"

"Nel nostro mondo liquido-moderno, siamo felici finché non perdiamo la speranza di essere felici in futuro. Ma la speranza può rimanere viva solo a condizione di avere davanti a sé una serie di nuove occasioni e nuovi inizi in rapida successione, la prospettiva di una catena infinita di partenze.
Dobbiamo porci sfide difficili; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata. Dobbiamo tentare l'impossibile.


E' una vita emozionante e logorante: emozionante per chi ama le avventure, logorante per chi è debole di cuore. Lascio ai lettori di decidere se la coercizione a cercare la felicità nella forma praticata nella nostra società dei consumatori, renda felice chi vi è costretto".


A ciò aggiungo ciò che Balzac dice nel suo romanzo "Cesar Birotteau": "Gli eventi non sono mai assoluti, e i loro risultati dipendono interamente dagli individui: la sciagura è un trampolino per il genio, una sorgente per il cristiano, un tesoro per l'uomo abile, per i deboli un abisso".